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Arte e Cervello

  • 23 feb
  • Tempo di lettura: 2 min



Solitamente il NEUROSpritz  è allestito poco prima dell’inizio dell’evento. E invece, il 12 febbraio scorso, siamo arrivati nel primo pomeriggio per trasformare la bella Sala del Fare, al 2° piano del Mercato Centrale, in una Galleria d’arte. 10 pittori provenienti dalle associazioni AreaM e Il Salotto di Diotima hanno trasformato in pochi attimi il tutto in un museo, trovando soluzioni creative per esporre al meglio le loro opere sotto i banchini ai lati della sala. La sera è arrivato il grande pubblico che come sempre non ha deluso: avevamo comprato 400 sticker, di 4 colori per esprime le emozioni che avesse evocato ogni opera esposta, gioia-sorpresa-rabbia-disgusto. Il pubblico non si è fatto pregare e ha riempito le opere di emozioni, i dipinti, selezionati appositamente per ARTE e Cervello, sono arrivati dritte al pubblico centrando l’obiettivo emozionale. Alle 20 sono iniziati gli Speech e abbiamo capito che sarebbe stata una lunga maratona. 


Subito, Massimo D’Angelo ci ha portati su un territorio nuovo, dove l’arte era l’oggetto e il cervello il mezzo per esprimerla. Com’era il cervello dei più grandi maestri di tutti i tempi?  Le loro forme sublimi di arte erano accompagnate da eccessi compulsivi e da comportamenti distopici? Può l’arte cambiare la nostra mente? 


A seguire è stato il turno di Bruno Cerboni a raccontarci che l’arte ormai non è più solo quella classica dove si prende un pennello e si dipinge. L’arte può essere fatta con un computer e con la stessa filosofia di quando usi il pennello. Bruno ha infatti mostrato come tramite l’intelligenza artificiale ha creato opere digitali magnifiche, descrivendo quello che voleva, quello che era la sua sensibilità artistica per produrre opere davvero ineguagliabili. Scagli una pietra chi non si è innamorato di quelle immagini. 


Per ultimo è salito sul palco Marco Iosa, reduce dal TEDx e dalle sue ricerche nei laboratori, così tanto amato dal pubblico dei suoi convegni, si è superato in una presentazione che ci ha trasportati tra l’arte e le neuroscienze tra la medicina riabilitativa e i pazienti. Un filo conduttore con le emozioni che avevamo visto applicate alle opere esposte e poi spiegate, approfondite, stimolate, comunicate dal grande Marco.


La presentatrice Francesca Romana D’Angelo ha danzato per unire i puntini della serata presentando gli artisti in esposizione e gli speaker e raccontandoci le storie del NEUROSpritz. Ma soprattutto ha ricordato come aiutare questa associazione di volontari a completare la ricerca sull’atassia.


Il pubblico come sempre fa parte dello spettacolo ne è artefice e ha resistito storicamente per oltre due ore e 20.

Grazie come sempre al Mercato Centrale che rende possibili questi piccoli miracoli

 
 
 

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